Cronaca di un trekker inesperto: alla conquista del Gran Sasso


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Ci sono paesaggi che portiamo dentro di noi, anche prima di averli visti. Posti che aneliamo a vedere da sempre, mossi da un richiamo interiore che, consapevolmente o meno, percepiamo da anni. Ed allora arriva il momento di assecondare quel richiamo. Mettendo in conto un po’ di fatica e l’ansia che un tempo ostile possa vanificare il proposito.

Il mio desiderio che covavo da anni era il Gran Sasso. Desiderio di fotografo e di amante delle alture, del silenzio e dei profumi che il vento di montagna conduce con sè. Sono partito, un po’ incoscientemente e minimamente attrezzato ma animato da tutta la voglia di arrivare alla vetta più maestosa del Gran Sasso, il Corno Grande. Dopo qualche giorno di Google Earth, mappe raccattate su Internet e ossessive consultazioni di amici e conoscenti già “ascesi”, un sabato sono volato verso queste bellissime vette, forse le più incisive di tutto l’Appennino. Con due obiettivi in mente. Il Lago Pietranzoni, che forse chiamare lago è alquanto pretenzioso se non fosse per la sua peculiare posizione che riflette in maniera meravigliosa il Corno Grande. Nelle vicinanze cavalli liberi si stagliano sull’imperioso massiccio che incombe, ammantato di nuvole.

There are landscapes that we carry inside us, even before seeing them. Places we desire to visit, moved by an interior recall that, aware or not, we perceive for years. Then the moment to answer  arrives. Even if considering a little effort and the fear that a bad weather could ruin the plan.

My desire was the Gran Sasso, maybe the most important mountain chain the central Italy. Desire as photographer and as lover of high mounts, silence and winds carrying scents of mountains. I left, a little unconsciously and not so equipped as necessary but driven by the huge target of reaching the greatest peak of the Gran Sasso, the Corno Grande (translated “the Big Horn”). After some days of Google Earth, several maps taken on internet and obsessive questions for friends that were already been there, on a saturday I went towards these wonderful mounts. With two goals in my mind. The first, the Pietranzoni Lake, a minuscule lake that, thanks to its position, reflects the Corno Grande. The view is enriched by free horses that give the flavor of a western landscape.

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Il secondo obiettivo era cominciare un sentiero piuttosto impegnativo partendo dall’Albergo di Campo Imperatore. Un albergo piuttosto famoso per motivi storici, essendo stata la prigione di Benito Mussolini dalla quale il Duce fu poi liberato da una rocambolesca azione dell’aviazione tedesca su preciso ordine di Hitler. Presso la struttura esiste ancora la stanza abitata da Mussolini durante la sua prigionia nella quale gli arredi sono rimasti inalterati, come attesta una dichiarazione scritta dell’allora cameriera dell’albergo.

The second goal was a pretty challenging track starting from the “Campo Imperatore Hotel”, a some how famous hotel for historical reasons because it was the prison of Benito Mussolini, the italian dictator. He escaped thanks to an incredible military action performed by the german aviation upon order of Hitler. In the hotel it’s possible to visit the room where Mussolini was imprisoned and the furnishings are still the same as at that time, as stated in the old waitress’s declaration.

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 Interessante, certo. Ma non abbastanza da distogliermi dal mio proposito di avventurarmi verso il Corno Grande, circa 2.900 metri e custode dell’unico ghiacciaio appenninico, il Calderone. L’Osservatorio di Campo Imperatore, come una silenziosa sentinella o come un portale imponente, separa  l’inizio dei sentieri e della prima fatica  dai propositi di grandezza della partenza.

Interesting, sure. But not enough to distract me from my purpose of starting my adventure towards the Corno Grande, 2.900 meters high and custodian of the last Apennine glacier, the “Calderone”. The Observatory of Campo Imperatore, as a silent guard or an impressive gate, keeps the beginning of the tracks departed from the dreams of greatness at the start.

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Così sono partito. Sferzato da un vento che conduceva nuvole e giochi di luce. Da subito sudore e voglia di giungere alla prima neve e alla piana che conduce ai piedi del Corno Grande.

So I left, with a wind carrying clouds and making light games. It was soon sweat and desire to get to the first snow and to the plain leading to the feet of the Corno Grande.

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Accompagnato da una popolazione variegata, visibilmente animata dalla stessa foga ma con un allenamento decisamente più robusto del mio, sono giunto di fronte ad uno scenario che mi ha mozzato il fiato.

Accompanied by different kinds of trekkers, so clearly driven by the same desire than mine but with a more effective training, I arrived in front of a scenery that took my breath away.

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Uno spettacolo dinanzi al quale la contemplazione era d’obbligo. Magari piazzando una tenda sparuta nel vento. Inoltrandosi tra le macchie di neve che ancora costellano Campo Pericoli.

In front of this amazing view contemplation was necessary and unavoidable. Maybe with a tent lost in the wind. Or going among the snow spots still covering Campo Pericoli, the name of this plain.

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Ebbene, sono riuscito ad arrivare in cima? Naturalmente no. Ma come spesso succede, le scoperte fatte lungo la strada ti ripagano e ti danno il senso autentico di un viaggio anche se la meta prefissata si rivela oltre la nostra portata. Ed allora i miei doni sono stati ritrovarsi nel silenzio e nel vento ad osservare rapaci volare chiamandosi. Vedere le nubi dall’alto. Trovarsi al cospetto del celebre bivacco Bafile, un puntino rosso incastonato tra le rocce al servizio di scalatori dalla parte orientale del Corno. E sentire tutta la stanchezza che mi diceva che mi ero meritato tutta quella bellezza.

Well, was I able to to conquer the top of the mount? Of course I wasn’t. But, as it often happens, what you discover along the path give you the right meaning of a journey even though the planned target gets clear as over our possibilities. So my gifts of that day were to be in the silence and in the wind and watch the birds of prey calling each other. To see clouds from upside. To stay in front of the famous mountain retreat “Bafile”, a red spot set in the rock and used by hikers. And eventually to feel all the tiredness telling me I had deserved all that beauty.

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So che tornerò in questi luoghi. Per tanti motivi. Perché, per esempio, mi basta chiudere gli occhi e rievocare quelle vette quando voglio sentirmi al riparo dalle brutture del quotidiano. Perché devo riprendere quella salita. Perché devo scoprirne altre. Perché il richiamo continua.

I know I will go there again. For several reasons. Because, for example, I just close my eyes and recall those mounts when I want to feel safe from the bad feelings of a wrong day. Or because I have to finish that hike. Or I have to discover other paths. Because the recall is still alive.

Gran Sasso-27Come al solito, ecco una gallery delle immagini più significative, per me, di quella giornata fantastica. Spero vi portino nel vento come è successo a me, rivendendole qualche giorno dopo. Grazie del vostro passaggio.

As usual, here is a gallery of the most significative pictures (in my opinion, of course!) of that magic day. I hope my shots could bring you into the wind as It happened to me. Thank you for your visit.

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