Ritorno ad Apice Vecchia

Ritorno ad Apice vecchio
Ci sono luoghi che lasciano segni profondi nella memoria. Capita in quei posti dove il tempo è rimasto tragicamente, violentemente reciso. Luoghi che fino a qualche mese prima pulsavano di vita e che poi improvvisamente si sono svuotati, da un giorno all’altro. Luoghi in cui il tempo si è congelato, rimanendo sostanzialmente fermo a quell’attimo in cui la vita fluiva via. Una specie di imbalsamazione urbana.
Luoghi che, nonostante o proprio per questo, meritano una seconda visita, fatta con una maggiore consapevolezza. Magari con un’attrezzatura fotografica più adatta che nella prima visita non si aveva con sè. Luoghi in cui tornare per realizzare se davvero il tempo si sia fermato oppure se, in qualche modo, qualcosa sia andato avanti insieme al degrado del tempo o se qualcuno abbia comunque cercato riparo tra quelle mura.

Tutto questo mi ha ispirato Apice Vecchia, piccolo borgo nella provincia di Benevento abbandonato il 21 agosto del 1962 a seguito di un terremoto di intensità 6.1 della scala Richter. Un luogo di cui ho già parlato ma che è rimasto in me per la tangibilità dei segni della vita che scorreva in quegli anni e che ancora oggi sopravvivono nelle scritte delle insegne, nei quaderni rinvenibili nelle case, nell’arredamento abbandonato. Anche i passaggi di persone successivi che pure indubbiamente ci sono stati non hanno cancellato quel passato.

Apice non è oggi visitabile. Le barriere e recinzioni che hanno interposto sono decisamente più robuste di quelle di un tempo. Eppure qualche varco ti consente comunque di avventurarti a tuo rischio e pericolo alla ricerca dei segni del tempo che fu. Occorre solo munirsi nei confronti di quella sensazione alienante che questi luoghi possono trasferire. In fondo, nell’ambito delle Ghost Town (in cui Apice Vecchia si inscrive pienamente), vi sono realtà molto diverse come quella di Civita di Bagnoregio che, pur abbandonata un tempo, oggi è un vero e proprio angolo di fiaba. No, Apice è un simulacro, un corpo vuoto. Chissà se mai verrà recuperata come qualche politico locale talora va promettendo.

Eccon una gallery con le molte foto che ho scattato in quella giornata. Avrei voluto fare una selezione più rigida…ma ogni volta che ripercorro questi scatti, mi paralizzo ed ipnotizzo e mi piacciono tutti. Spero non vi annoino.

(for english read below)

Return to Apice Vecchia
Some places leave deep signs in memory. It happens in those places where time has tragically, violently stopped. Places pulsing with life until a few months before and then suddenly get empty from one day to another. Places where time has frozen, remaining essentially at that instant in which life flowed away. A kind of embalmed urban.
Places that, despite or because of this, deserve a second visit, made with a greater awareness. Maybe with a more suitable photographic equipment that you hadn’t with you at the first visit. Places where to go back in order to realize if time has really stopped or if, somehow, something has gone ahead with the decay of time or someone has nevertheless sought shelter within the walls.
All these thoughts have been inspired in me by Apice Vecchia, a small village – near Benevento –   abandoned on August 21, 1962  after an earthquake measuring 6.1 on the Richter scale. A place I have already spoken about, but that has given me such strong memories for the tangibility of the signs of life flowing in those years and that still survive in the written signs, in the notebooks found in homes, in pieces of abandoned forniture. Even the subsequent passages of people, that have been undoubtedly, have not erased the past.
Apice cannot be visited nowadays. The barriers and fences that have interposed are much more robust than those of the past. Yet some gap still allows you to venture at your own risk to search for signs of past times. You only need to be prepared against the alienating feeling that these places can transfer. Eventually, among Ghost Towns (that Apice Vecchia properly is), there are actually very different examples as Civita di Bagnoregio that, although abandoned in the past, today is a real piece of fairy tale. No, Apice is a sham, an empty body. I wonder if it will ever be recovered as some local politician  goes promising sometimes.
Here is a not so short gallery with many pictures I took on that day. I wanted to make a more strict selection … but every time I go through these shots, I’m paralyzed and hypnotized and I like them all. I hope you do not get bored.
Advertisements

Please, feel free to leave a comment if you liked my photos! But anyway, thank you for your visit!

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: