Passeggiate nella pancia di Napoli

servizio fotografico senza titolo-057Quanto conosciamo bene la città in cui siamo nati e cresciuti? Quella in cui abbiamo speso anni di incontri, esperienze, uscite? Riusciamo davvero a “vedere” un luogo quando ci viviamo dentro? o piuttosto la consuetudine, l’eccessiva vicinanza ci privano dell’attenzione, della sorpresa o della curiosità?

Sono domande che mi faccio costantemente quando ritorno a Napoli e mi ritrovo a passeggiare in alcune strade del centro storico che ho sempre conosciuto e che tuttavia solo ora, che vivo lontano da diversi anni, riescono a catturare tutta la mia attenzione, regalandomi attimi di stupore e di nostalgia. Sono passeggiate preziose che mi riconciliano con una poesia che non sempre si coglie da abitanti e che forse sfugge al normale turista. Certi stati d’animo sono probabilmente il frutto del ricordo, dell’aver vissuto questi luoghi.

Ho così raccolto alcuni scatti in una piccola gallery, Sono posti noti del centro storico, la parte più antica e vera della città, la sua pancia. Dalla Piazzetta Nilo, dove il dio omonimo fino a tempi recenti fronteggiava un edicola votiva dedicata al deificato Diego Armando Maradona, agli archi del Palazzo Filippo D’Angiò, sotto i quali oggi si svolge un colorato e spettrale mercato (ossimoro possibile in questa Napoli), da S. Gregorio (in cui è impossibile non passare quando si è nei dintorni, non fosse altro per verificare le ultime creazioni in omaggio all’attualità di cronaca e costume) al vico di S. Domenico dove giochi di luce si insinuano accompagnando i passanti della camminata curva.

Ognuno di questi luoghi contiene delle perle inattese ed inespresse, fotograficamente parlando. Luoghi dove la luce non arriva sempre così copiosa ma quando arriva regala curiosi giochi e stati d’animo. Luoghi dove il folclore, la tradizione, la religione si confondono, facendo da cornice ad un’umanità variegata, viva e palpitante. Mi piacerebbe che poteste percorrere questi luoghi attraverso questa serie di scatti. Spero vi piacciano.

[Read below for english translation]

 

 

Walks in the belly of Naples

How much do we know the city where we were born and raised? The one where we have spent years of dating and experiences? Are we able to really “see” a place where we live in? or rather the habit deprive us of attention, surprise or curiosity?

These are questions I ask myself constantly when I return to Naples and I go wandering around in some streets of the old town that I’ve always known and yet only now that I live away for several years, capture all my attention, giving me moments of wonder and longing. These walks are important because they let me reconcile me with a feeling that does not always captures who lives there and that perhaps the normal tourists can’t perceive entirely. Certain moods are probably the result of memory, of having lived in these places.

So I gathered some shots in a small gallery. These are well known places of the historical center, the oldest and true part of the city, that’s her belly, we could define it. From the Piazzetta Nilo, where a statue representing the Nile river as a the god faced until recently a shrine dedicated to the deified Diego Armando Maradona, to the arches of the Palace of Philip of Angiò, under which today there is a colorful and spectral (oxymoron that is possible in this Naples); from San  Gregorio Armeno (where it is impossible not to go when you are nearby, even only to see the latest creations concerning current news) to a little street near Piazza S. Domenico, where lights create strange games for lonely walkers.

Each of these places has unexpected and unexpressed, photographically speaking. Places where the light does not always come so abundant but when it comes, it gives inspiring games and moods. Places where the folklore, traditions and religious are mixed, making the frame of various humanity, alive and throbbing. I wish that you could go through these places by this series of shots. I hope you enjoy them.

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4 Comments

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  1. like so much Napoli 🙂

  2. che meraviglia! bello leggere di Napoli da un napoletano che ne parla con l’occhio nostalgico di chi non è più circondato tutti i giorni da tanta bellezza.
    Bellissime anche le foto 🙂

    • Hai ragione, Manuela. Come accennavo nel post, tuttavia, è proprio nel prendere le distanze che la bellezza ci si appalesa in tutto il suo fulgore. A me è successo così. Mi fa piacere che ti piacciano le foto…

Please, feel free to leave a comment if you liked my photos! But anyway, thank you for your visit!

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