Tre cose di cui vado fiero

Quando Simona mi ha proposto di partecipare all’iniziativa di Stefania di Diquà&Dilà, raccontando tre cose di me di cui vado fiero, ho pensato che sarebbe stata una passeggiata. Poi mi sono reso conto di quanto sia difficile riuscire a fare silenzio e vedere le cose che ci rendono quello che siamo e soprattutto le cose belle. In tutto il frastuono quotidiano perdiamo così facilmente il contatto con noi stessi, con la parte più autentica almeno.

Nonostante tutto, ho avuto voglia di provarci! E mi piacerebbe cominciare da questo:

  • Mi sento sempre in cammino. Animato da un’inquietudine ricorrente verso le risposte tradizionali, è da sempre che cerco di sperimentare cammini diversi che mi conducano verso risposte che non so se arriveranno mai del tutto chiare e convincenti. Ma credo nell’importanza di continuare ad interrogarsi sulle domande fondamentali e, in definitiva, su quale sia il senso di questa manciata di anni che trascorreremo sulla terra. Questo mi consente di introdurre la seconda cosa di cui vado fiero e cioè che
  • credo di aver compreso che la chiave di tutto sia l’amore. Ma che l’amore non è una cosa che accade. È una cosa faticosa, che richiede impegno, dolore e sacrificio. È la fine di una salita impervia solo al termine della quale la meraviglia dell’esserci si svela. Ed è un percorso di rinuncia. A tutte le false credenze, i condizionamenti, le certezze. Ma su questo credo avrò ancora tanto da lavorare.
  • Infine, non può mancare la mia personale e spesso solitaria ma comunque irrinunciabile storia d’amore con la fotografia. Ho cominciato molti anni fa, poi improvvisamente lasciai perdere. Poi un incontro, quello che ti cambia la vita e che porta tante cose belle tra cui la rinascita della mia passione fotografica. Da allora non ho più smesso di fare foto e di chiedermene il senso (il primo punto è un po’ invadente!). Sono ancora in attesa di conoscere la mia definitiva identità di fotografo. Quando guardo tutte le foto di questi anni, vedo tanti generi diversi e questo mi confonde. Poi a volte scorgo un sottile filo rosso che collega tutti i miei scatti: la celebrazione intensa e goffa della bellezza e della poesia di quello che abbiamo attorno. Un bacio fuggevole tra due innamorati, un panorama mozzafiato, un ritratto intenso hanno una sola cosa in comune: fanno battere il cuore.

Ehm…avrei un punto di riserva…forse non vale ma non posso rinunciarvi. Non conta quanto sia stata dura la mia giornata. Se posso camminare in un prato, sentire l’odore dell’erba e magari pedalarvi su, ascoltare cinguettii e guardare dei cani che corrono felici…la mia anima si placa e la felicità è più vicina.

Infine, so che dovrei coinvolgere tre blogger di mia conoscenza…ma sono un neofita del mondo dei blog e non ho tanti contatti. Perdono! Sperando che qualcuno dei miei pochi follower raccolga spontaneamente l’invito, prometto di lavorare alacremente per il prossimo hashtag! Nel frattempo, grazie a Simona per aver pensato a me!

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When Simona asked me to participate in the initiative of Stefania di Diquà&Dilà, telling three things which I am proud of, I thought it would be easy. Then I realized how difficult it is to be silent and see things that make us what we are and most of all beautiful things. In all the daily noise it’s so easy to lose contact with ourselves, with the most authentic part at least.

Despite everything, I want to try it! And I’d like to begin with this:

  • I feel like I’m always on the road. Pushed by traditional responses to recurrent doubts, I always look for different paths that lead to answers that I do not know if I will have completely clear and convincing. But I believe in the importance of continuing to ask ourselves the fundamental questions and, ultimately, on what is the meaning of this handful of years we will spend on earth. This allows me to introduce the second thing I am proud of and that is that
  • I think I realized that the key to everything is love. But that love is not a thing that happens. It’s a hard thing , which requires commitment, sacrifice and pain . It’s the end of an arduous climb only at the end of which the wonder of being is revealed. And it is a path of renunciation. To all the false beliefs, conditionings, certainties. But on this I think I will have a lot of work to do yet.
  • Finally, I can not miss my personal and often lonely but essential love affair with photography. I started many years ago, then suddenly gave up. Then a match, the one that changed my life and that brought many beautiful things including the rebirth of my photographic passion. Since then I have not stopped to take pictures and question the meaning (the first point is a bit pushy !). I’m still waiting to find my final identity of the photographer. When I look at all the pictures of these years, I see so many different genres and this confuses me. Then sometimes I see a thin thread that connects all of my shots: the awkward and intense celebration of the beauty and poetry of what we have around. A fleeting kiss between two lovers, a breathtaking landscape, an intense portrait have one thing in common: they make the heart beat.

Um … I would have a reserve point… maybe it’s not fair but I can’t give it up. No matter how hard my day has been. If I can walk in a field, smell the grass and maybe bike on it, listening to birdsong and watch the dogs running happy … my soul becomes quiet…and happiness is closer.

Finally, I know that I should involve three bloggers I know … but I am a newcomer to the world of blogs and I do not have many contacts. Forgiveness! Hoping that someone of my few followers gather spontaneously call, I promise to work hard for the next hashtag! In the while, thanks Simona for choosing me!

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2 Comments

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  1. Grazie per questo tuo bel post, io mi sono avvicinata alla fotografia da poco… Ho ancora tanto da imparare 🙂

Please, feel free to leave a comment if you liked my photos! But anyway, thank you for your visit!

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