The town that is dying

Civita di Bagnoregio-2

As I had occasion to speak in the past, a photography theme which I find very interesting are the ghost towns, meaning villages that slowly or suddenly have been abandoned or evacuated, remaining a simulacrum of life that once was. It’s been over a year now since I first visited my first  ghost town that has left a very strong impression on me. Photographically it was a rewarding experience though not so easy to manage emotionally. The constant feeling that life has stopped so suddenly at times can give some feeling of anxiety or sadness.

Nevertheless, a few months later I decided to try again with another village, far more famous, which lies on the border between Lazio and Umbria: Civita di Bagnoregio, also called “the dying town”, a place that seems to float in the air like an island linked to the “mainland” by a thin bridge. Seen in this way, it immediately arouses a sense of uncertainty and mystery unique.

Come ho avuto modo di parlare in passato, un tema fotografico che trovo molto interessante sono le ghost town, città che lentamente o improvvisamente sono state abbandonate o evacuate, rimanendo un simulacro della vita che fu. E’ passato ormai più di un anno da quando visitai la prima città fantasma che ha lasciato in me un’impressione molto forte. Fotograficamente fu un’esperienza appagante anche se emotivamente non così semplice da gestire. La costante sensazione che la vita si sia fermata così all’improvviso a volte può dare qualche sensazione di turbamento.

Ciò nonostante, qualche mese dopo ho deciso di riprovarci con un altro borgo, decisamente più famoso, che si trova al confine tra Lazio ed Umbria: Civita di Bagnoregio, anche detta la Città che muore, un luogo che già da lontano sembra fluttuare nell’aria come un’isola legata alla “terraferma” dal sottile ponte in cemento. Vista così, suscita subito un senso di precarietà e di mistero unico nel suo genere.

Civita di Bagnoregio

Built on a hill since Etruscan times, the village has seen progressively erode the surrounding slopes up to make unsafe the entire village, requiring the abandonment. During the last century, however, the recovery of the village was initiated, through the construction of the now well known pedestrian bridge that provides access to the village. Today, Civita is a rare example of medieval town remained largely unchanged although it must be said that tourism has somewhat repopulated it. In fact, there are many restaurants where you can stop.

That said, the emotion and the feeling of the gradual ascent to the village should be enjoyed step by step. It all begins on the other side of the bridge.

Edificata sopra un altura sin da epoca etrusca, il paesino ha visto progressivamente erodersi i pendii circostanti fino a rendere pericolante l’intero borgo, richiedendone l’abbandono. Nel corso del ‘900, tuttavia, fu avviato il recupero del paesino, anche attraverso la costruzione dell’ormai caratteristico ponte pedonale che permette di accedere al borgo. Oggi, Civita rappresenta un esempio piuttosto raro di paesino medievale rimasto sostanzialmente immutato anche se occorre dire che il turismo lo ha alquanto ripopolato. All’interno infatti vi sono numerosi ristoranti dove è possibile fermarsi.

Detto questo, l’emozione e la sensazione della progressiva ascesa al paesino va gustata passo dopo passo. Tutto comincia al di qua del ponte.

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From this point, if you look to the sides you can have a splendid view of the “Calanchi”, the coasts of argil that characterize the landscape. And then the slope towards the valley.

Da questo punto, guardare di lato significa avere una splendida visuale dei Calanchi, coste di argilla che caratterizzano il paesaggio. E poi il pendio che volge a valle.

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Moving on, we approach the Porta Santa Maria, the only access to the village that is now feasible. I have to say that the climb is beautiful also chromatically: the warm colors of the rocks stand out in a great way against the blue of the sky, if the day is the right one. Mine was.

Riprendendo il percorso verso sopra, ci si avvicina alla Porta Santa Maria, l’unico accesso al borgo ormai praticabile. Devo dire che la salita è bellissima anche cromaticamente: il colore caldo delle rocce si staglia in un modo fantastico contro il blu del cielo, se la giornata è quella giusta. La mia lo è stata.

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And here’s the door, surmounted by a loggia. The location not perfectly aligned with the front edge enhances the curiosity to see what the village look like.

Ed ecco la porta, sormontata da una loggetta. La posizione non perfettamente frontale rispetto alla salita accentua la curiosità di vedere come si presenti il paesino.

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The curiosity is soon satisfied: an entrance that introduces a small square surrounded by mansions and normal ancient houses. The environment looks really impressive.

La curiosità è presto soddisfatta: un’entrata che introduce ad una piazzetta circondata da palazzi signorili e casette più semplici. Il contesto si presenta davvero suggestivo.

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The path, to follow even with a minimum of improvisation, culminates in Piazza San Donato with the homonymous church, the bell tower that is visible from afar, some little shops. Lazy kittens who enjoy the sun. Welcome into a perfect image of the ‘400!

Il percorso, da seguire anche con un minimo di improvvisazione, culmina nella piazza San Donato sulla quale insiste l’omonima chiesa, il campanile che si vede da lontano, qualche negozietto. Gattini pigri che si godono il sole. Benvenuti in pieno ‘400!

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At the side of the Church, a little arch leads to a little and lovely square, the “Piazzetta del Vescovado”.

Di fianco alla Chiesa, un piccolo arco introduce alla piazzetta del Vescovado.

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As I said, restaurants are in several parts of the village. This is where I stopped and ate a delicious mushroom soup.

Come ho detto, ristoranti appaiono in diversi punti del borgo. Questo è dove mi sono fermato io. una succulenta zuppa di funghi ha allietato la nostra pausa.

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The tour finishes here. What a wonderful day! I hope you liked as well!

La visita si conclude qui. Che magnifica giornata che fu. Spero sia piaciuto anche a voi questo giro.

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4 Comments

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  1. Che bella questa idea di visitare le ghost town!!! Anche io sono appassionata di fotografia (e di viaggi) e trovo che questo sia un ottimo tema e che le tue foto siano molto belle complimenti!!!

    • Ma che bel commento, Martina! Ti ringrazio. Devo dire che io sono prima un fotografo (amatoriale) e poi un viaggiatore. Ma quando posso, tento di conciliare le due cose! Se ti fa piacere, guarda anche il post su Apice, vicino Benevento. E’ un posto spettrale ed affascinante.

  2. simona sacri 14/03/2014 — 13:54

    Che dire le tue foto sono spettacolari ed anche le tue descrizioni non sono da meno…

Please, feel free to leave a comment if you liked my photos! But anyway, thank you for your visit!

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